Belgrado

Dal 11 al 12 Giugno 2009
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Un viaggio d'affari mi ha portato a Belgrado, la capitale della Serbia, per un giorno solo, addirittura meno di 24 ore. Sono già stato là tantissimi anni fà ed in quella occasione mi sono fermato soltanto per qualche ora. Sembra destino che io non riesca a visitare questa città un po' meglio, come si deve. Sono partito nel pomeriggio da Roma con un volo dell' Alitalia ed è andato tutto bene, senza ritardi. Sono arrivato verso le 16:00 all'aeroporto di Belgrado che si chiama Nikola Tesla (lo scienziato croato, di origine serba al quale dobbiamo l'invenzione della corrente alternata come la conosciamo oggi, come anche molte altre scoperte). I controlli doganali sono risultati una pura formalità e in taxi sono arrivato in ufficio già verso le 17:00. In ufficio mi hanno spiegato che il prezzo che ho pagato al tassista era circa il doppio di quello normale: ma guarda un po', ci sono disonesti anche in Serbia.

Finito quel poco di lavoro che dovevo fare, mi sono messo a percorrere qualche via della città nella zona dove mi trovavo, tra l'altro molto vicina ad una fortificazione medioevale di nome Kalemegdan da dove si ha un belvedere sulla città di Belgrado. La città si trova sulla compluvio dei due fiumi, il Sava che nasce in Slovenia ed il Danubio, e Kalemegdan si trova proprio su una collina che sovrasta i due fiumi. Dunque, la passeggiata mi ha portato nella zona centrale della città, sulla via Knez Mihajlova. Tanti negozi, bar e ristoranti con un grande movimento della gente anche se era l'ora di tramonto.

vista sulla Knez Mihajlova centro di Belgrado un gruppo suona la musica popolare serba bar all'aperto

Ci sono moltissimi negozi che si trovano anche in Italia, specialmente quelli con le griffe. Le scritte sono a metà in cirillico e metà in caratteri latini. Le ragazze sono molto belle e ho avuto una conferma del fatto che diventano sempre più belle andando verso est. Tutto sommato, la città mi è piaciuta. Uno stile architettonico prevalentemente mitteleuropeo con le ricche facciate, non sempre mantenute bene. Nelle vetrine delle librerie ci sono molti libri sull'ex presidente Jugoslavo Tito e si capisce che hanno un po' di nostalgia di lui e dei vecchi tempi.

Per la cena sono finito in un ristorante consigliato dai colleghi di lavoro che si assomiglia molto ai bistro francesi, ed anche il nome è francese, Gaston. Tra i vari piatti mi sembravano pochi quelli tradizionali serbi ma alla fine sono riuscito a trovare uno: l'agnello sotto le ceneri. Devo dire che era una ottimo, carne molto morbida e saporita senza quel spiacevole odore che a volte hanno questi tipi di carne. Il prezzo su 20 euro circa, direi onesto.

facciata della stazione ferroviaria di Belgrado binari della stazione ferroviaria di Belgrado

Il giorno dopo era l'ora di partire per Zagabria, la capitale croata, e ho fatto il viaggio in treno. Per percorrere 400 chilometri circa, la distanza che divide le due città, il treno (buono, con l'aria condizionata) ha messo sette ore. Il fatto era dovuto alla cattiva manutenzione dei binari.