IschiaDal 27 giungno al 4 luglio 2026 |
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A dicembre l'anno scorso sono stata molto felice perché avevo deciso di fare il viaggio in Iran. Entrare nell'anno nuovo con un piano e magari un biglietto aereo mi fa l'effetto di red bull, mi mette le ali. Per colpa di Trump ho dovuto cambiare la destinazione e ho scelto Ischia.
Non è stato per niente impegnativo organizzare una settimana all'isola facile da raggiungere. Da Milano fino a Napoli siamo andati in treno e lì abbiamo preso aliscafo che in meno di un'ora ci ha portati al Porto di Ischia. Per scelta dell'albergo è stata preziosa la mia amica Maddalena che ha ricevuto e- mail del hotel La Mandorla. Non conosceva l'albergo, ma è stata in spiaggia dei Maronti dove si trova l'albergo. Lei mi ha girato l'e-mail e io ho fatto la prenotazione sfruttando l'occasione vantaggiosa proposta dell'albergo. Dal porto partono tutti bus che collegano diverse località dell'isola. Con l'autobus abbiamo raggiunto l'albergo; la fermata si trova quasi davanti all'ingresso. Durante il tragitto ho ammirato la bellezza della costa, il blu del mare e i colori della rigogliosa vegetazione. Non avevo dubbi che l'isola mi sarebbe piaciuta perché io amo le isole. Ischia, di origine vulcanica, è nota per le sue numerose terme e parchi termali. Mi sono informata sull'argomento e ho scelto di visitare la Cavascura, antiche terme dell'epoca romana rimaste intatte. A piedi, camminando sulla spiaggia con scarpe da tennis, siamo arrivati all'albergo Regina del Mare. Da lì, seguendo un sentiero non segnalato, si entra nel canyon e in fondo c'è l'ingresso azzurro delle terme. Non ho mai visto una cosa del genere e per fortuna c'erano poche persone. Senza indugio ho scelto il trattamento lasciando marito al bar. All'interno della roccia calda ho fatto la sauna naturale, più naturale di così non si può. Dopo il fango spennellato sul corpo e doccia del risciacquo sono stata messa nell'acqua termale in una vasca scavata nella roccia. La sensazione è stata incredibile, visto l'ambiente che mi circondava. Ero trasportata nell'epoca romana. Da lì, precisamente dalla spiaggia, con un taxi boat abbiamo raggiunto Sant'Angelo, il borgo pittoresco più noto dell'isola. Già al primo passo si presenta con tanta eleganza e molti negozi lussuosi. Nonostante caldo siamo saliti alla chiesa di San Michele Arcangelo. La vista da lì è spettacolare in ogni direzione. Per non rifare la strada siamo scesi in spiaggia di Fumarole e dopo un bagno caldo con taxi boat siamo tornati nella nostra spiaggia dei Maronti. I Giardini La Mortella valgono il viaggio a Ischia e senza dubbio sono il mio posto preferito. La Mortella (il luogo dei mirti) è un giardino esotico creato da una coppia che dal 1949 ha vissuto lì. Lui, William Walton, il compositore inglese, lei Lady Susana, collezionista botanica nata in Argentina. Al piccolo museo ho conosciuto loro affascinante storia. La musica e la botanica, che binomio eccezionale! Raggiunto il Tempio del Sole in cima della colina ho avuto la sensazione che non sono capace a descrivere. Penso che potesse essere il sindrome si Stendhal, ma molto leggero. Grazie alla pioggia che una mattinata ha rinfrescato l'aria abbiamo visitato il Castello Aragonese. Non è il solito castello, ma una fortezza che dentro le sue mura ha la cattedrale, il monastero, il cimitero delle Monache, il luogo più suggestivo e inquietante. Passeggiata sui sentieri accostati da campi d'ulivi, i vigneti, i cactus giganteschi e la veduta sulle isole di Procida e Capri ci ha regalato i momenti di una pace e relax unici. Eravamo contenti di averlo visitato. Non abbiamo visitato nessun parco termale e l'ultimo giorno siamo rimasti nella nostra spiaggia che dopo il temporale ha completamente cambiato l'aspetto. Il colore era diverso, l'acqua era più verde e il colore erapiù intenso. Le onde vivaci entravano sotto i sdrai divertendosi a trascinare le infradito e le borracce nel mare. Il gioco di onde mi trasmetteva l'energia buona, allegra e giocosa. Pensavo di iniziare il diario con un fatto un po' traumatico, ma ho dimenticato… ho dimenticato il cellulare a casa. L'ho lasciato in carica pensando al ventaglio che non devo dimenticare assolutamente perché mi serve. Il cellulare mi serviva soprattutto per scattare delle belle foto, la sua funzione principale per me. Ho dovuto usare il cellulare di mio marito che non fa le foto così belle come il mio. In fin dei conti l'esperienza di una vacanza senza cellulare si è rivelata positiva e si potrebbe rifare. A volte essere scollegati è bello. |