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La vigilia di Natale era il nostro ultimo giorno a Manhattan ed era anche il peggiore, dal punto di vista meteorologico, l'unico con una pioggia insistente. Il mio amico è venuto a prenderci con la macchina, insieme alle sue due figlie che entrambe lavorano nella Grande Mela. Nel tardo pomeriggio, in meno di un'ora siamo arrivati a River Edge, lo stato di New Jersey. In casa ci aspettava la nostra amica e la sua mamma ma la più felice di vederci sembrava Olive, una cagnetta di 5 mesi, di razza carlino. Semplicemente non riusciva a staccarsi da noi due, due nuove persone con le quali giocare. Siamo stati da loro nel 2001 e da allora hanno rinnovato ed ampliato casa e abbiamo fatto un giro per vederla meglio. La cena della Vigila è stata servita presto, all'americana, verso le 6 di pomeriggio.

Il giorno dopo era Natale. Auguri i scambi di regali dopodiché bisognava iniziare i preparativi per il pranzo. Pertanto gli ospiti ed il padrone di casa fuori dalle scatole, ma a loro non dispiaceva fare una lunga passeggiata per il paese, naturalmente insieme a Olive. Per pranzo, insieme con tutte le altre delizie, un barbecue non poteva mancare e il mio amico è un vero esperto. Ha un aggeggio a gas sul terrazzo e lo sa usare davvero bene: bastava scegliere il tipo di cottura, al sangue, media o well done (in effetti gli americani hanno ancora due tipi intermedi). Per questa occasione abbiamo portato due bottiglie di un buon vino rosso italiano ma abbiamo scoperto che anche là si trovano ottimi vini; soltanto che costano "un po' di più" rispetto all'Italia. Dopo il tardo pranzo un film natalizio non poteva mancare e così tutta la famiglia, noi due inclusi, si è riunita davanti al televisore.

Natale è arrivato Le strade deserte di River Edge - è Natale Olive e noi in un parco di River Edge

Venerdì mi sono svegliato presto come tutte le mattine. Un po' per il jet lag (l'espressione italiana, mal di fuso, non mi suona altrettanto bene) e un po' per il fatto che negli States le tapparelle non sono molto diffuse: non c'erano nel "nostro appartamento" a Manhattan, né nella casa dei nostri amici. E le tende non riescono a fermare la luce. Quella mattina era particolarmente intensa alle 7:30 di mattina: la prima volta abbiamo visto il sole. Splendido. E guarda un po', quel giorno era prevista una gita – che fortuna.

La casa di montagna, come la chiamano loro anche se si trova ad una altezza di 400 metri, Mohonk (il vecchio nome indiano) dista circa 50 miglia da River Edge. Anche se abbiamo preso l'autostrada, abbiamo messo una buona ora e mezza per arrivarci. Perché i loro limiti di velocità sono un po' più bassi dai nostri e per il fatto che loro li rispettano. Non perché sono più disciplinati degli Italiani, ma perché là, la multa te la fanno pagare sul serio. E insieme alla multa per tre anni successivi paghi un cospicuo extra sulla polizza dell'assicurazione. Perché sei uno imprudente e sei più a rischio di incidenti. Ma quando viaggi lentamente riesci a osservare meglio quello che ti circonda. Una bella natura, le colline, foreste sfogliate, ogni tanto qualche paesino, stranamente un po' in stile quelli nostri nel Trentino.

Vista sul Mohonk Mohonk visto da un belvedere Tutti insieme sull'altura

Abbiamo lasciato la machina davanti alla "mountain home" e attraversato l'edificio per sbucare dall'altra parte... che spettacolo! Un piccolo laghetto glaciale, liscio, liscio, nel quale si rispecchiava il cielo blu, senza una nuvola, le rocce che lo confinano e gli alberi che lo sovrastano. I colori che nessun apparecchio televisivo riesce a riprodurre. Come un dipinto di straordinaria bellezza esteso intorno a noi. Una pace infinita. Prima del pranzo nel ristorante di Mohonk abbiamo fatto una lunga passeggiata, per ammirare il posto che dalla "montagna" sovrastante sembra uscito da una fiaba. E per farci venire l'appetito. Il pranzo era ottimo, i dolci... squisiti.

Sabato siamo passati di nuovo a New York City, attraversando a piedi Brooklyn Bridge e godendoci il sole che continuava a splendere (le foto sono nella pagina precedente). Prima di tornare a casa si è fatta una sosta in un pub irlandese. Ottima birra ma anche l'arredamento del pub era molto suggestivo.

La domenica è arrivata in fretta. Il nostro ultimo giorno nel nuovo mondo. Saluti e baci! Già sull'aereo abbiamo iniziato a sentire la nostalgia per la Grande Mela e per i nostri amici.

NEW YORK