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"Il bello del viaggio è il viaggio", è la frase spesso pronunciata del nostro amico Aldo che questa volta non era con noi. Se durante un viaggio uno si chiede quando arriverà, significa che perde la parte migliore. Io in un viaggio ho perso i compagni di viaggio; erano la parte peggiore. Usare diversi mezzi di trasporto arricchisce il viaggio stesso e lo rende più interessante.

Il traghetto per il Lago di Komen l’abbiamo preso dopo circa un ora di macchina da Scutari. Siamo arrivati con largo anticipo, consigliabile, perché di solito si formano le lunge code. La navigazione dentro i fiordi in una limpida giornata di sole era incantevole. I sorrisi stampati sui nostri visi esprimono benissimo il nostro grado di piacimento.

Il traghetto con il quale abbiamo attraversato il lago Komen Sul traghetto

La protagonista della giornata era la natura. Addentrarsi nella valle del Parco Nazionale di Valbona è stato come entrare in una fiaba. Circondata da montagne innevate, limpidi fiumi e liberi cavalli: mi sentivo come Alice nel paese delle meraviglie. Quando siamo arrivati in fattoria dove ci ha aspettato un signore alto con i baffi bianchi che assomiglia ad un mio zio, ho pensato che fosse un sogno. La mattina seguente quando ho visto sul tavolo il burro fatto in casa, come lo faceva la mia nonna mi sono emozionata. Il cibo genuino servito dalla famiglia dove abbiamo alloggiato aveva il sapore ormai dimenticato ed introvabile. Un mio amico è stato colpito dalle mie parole con le quali ho iniziato a parlargli d’Albania: il pane sapeva di pane, il pomodoro sapeva di pomodoro...

Parco nazionale Valbona Un fiume con i colori meravigliosi Cavalli al pascolo Agriturismo dove abbiamo pernottato

La città Prizren in Kosovo, inclusa nel programma dell’ agenzia, si è rivelata un ottima proposta. Piacevole è stata la sosta con la visita della casa della Liga di Prizren, l’organizzazione politica fondata nel 1877 con l’idea di unire tutto il popolo albanese in uno stato, la grande Albania. Abbiamo visitato la moschea Sinan Pasha in centro e siamo salita fino alla chiesa ortodossa di San Salvatore dove avevano appena finito il festeggiamento dell’ omonimo santo. Ci hanno offerto da bere dicendo"Peccato che non siete arrivati prima, è stata una bella festa". Gironzolando per la città abbiamo incontrato sul ponte un gruppo di ragazze con i costumi tradizionali serbi.

Il centro della città di Prizren Una chiesa ortodossa di Prizren L’acqua è ottima! Vestiti tradizionali di Prizren dell’etnia serba

Dopo il pranzo abbiamo continuato il viaggio verso Kruja. Tutti coloro che visitano Tirana fanno l’escursione in giornata a Kruja. Questo spiega il fatto che di sera è inaspettatamente deserta e che il vecchio bazar sia chiuso. La visita al museo dedicato all’eroe nazionale Skanderbeg offre, oltre all’approfondimento della storia del paese, anche una bella vista panoramica. Accanto al questo museo c’è il museo etnografico. Visitarlo con la guida del museo che racconta tanti dettagli della vita di una famiglia nobile del 18 °secolo era molto coinvolgente. Siamo stati i primi visitatori e abbiamo avuto il privilegio di essere da soli. Eravamo al ingresso alle ore 9, l’orario di apertura del museo.

Vista sulla città vecchia di Kruja Uno dei tanti ottimi pasti, questa volta u Kruja Vista sulla parte nuova della città di Kruja

Berat, città delle mille finestre nel centro-sud dell’Albania era la prossima meta. Abbiamo avuto la fortuna di dormire in una casa anticha in pietra nella cittadella medievale. L’esperienza è stata fantastica, ma non unica. La vista del castello sul monte Shpirag con la parola “never”, l’anagramma di “Enver” scritto in onore del ’dittatore Xoxha è stata un'altra cosa unica del genere. Il Museo Onufri all’interno della chiesa ortodossa con la sua collezione di icone è unico. Di sera quando si illuminano i vicoli tra le case, la vista dal ponte è meravigliosa.

Le mille finestre di Berat Berat di notte Una chiesa ortodossa della città vecchia di Berat

Il nostro viaggio si avvicinava alla fine. Ci aspettava una mezza giornata in spiaggia di mar Ionio. Prima di arrivare a Vlora avevamo in programma la visita del monastero di Ardenica in cui vivono solo tre monaci. Ci è piaciuto tanto e raccomandiamo una sosta.

Monastero ortodosso di Ardenica

L'ultima tappa prima della spiaggia era il sito archeologico di Apollonia nella regione di Fier. Il sito è stato scoperto negli anni trenta dal francese Leon Rey. La sua casa sulla collina è diventata un piacevole bar. Dopo una breve passeggiata nel parco ci siamo fermati là. Il panorama circostante e la tranquillità del luogo erano magici. Sarà stata la magia del luogo quella che ha scatenato le nostra performance? La foto di "Ottomani" è una. L'altra, un'interpretazione libera delle statue mancanti, e tanto divertimento.

Sito archeologico Apollonia Un bar molto suggestivo Statue mancanti di Apollonia Ottomani

A Valona (Vlora) siamo arrivati a metà della partita di calcio tra l'Albania e Portogallo. Davanti all'albergo, in piazza c'era un mega schermo. Noi abbiamo insistito che Elkierd rimanesse a seguire la partita. Prima ci ha accompagnati in spiaggia dove per fortuna anche i nostri mariti hanno trovato un bar con il televisore. In spiaggia non c'era nessuno. Angela ed io abbiamo fatto il nostro primo bagno. Il mare era caldo, molto mosso e c'era da camminare tanto sulla sabbia chiara. Il colore turchese diventava blu dove l'acqua era più profonda. La parte più bella della costa albanese è ancora più al sud, verso confine con la Grecia. Ci hanno detto così, ma devo dire che anche il mare a Valona è bello.

Mare di Valona Una spiaggia di sabbia a Valona

Alla fine, il capoluogo del paese delle aquile, Tirana. Nei giorni precedenti abbiamo imparato tante cose che riguardano la storia e la cultura dell'Albania. Gli albanesi si chiamano shipitari, la parola deriva da "shqiponja" che significa aquila. La loro bandiera è rossa con l'aquila delle due teste, nera. Il popolo discende dalla tribù Iliri. Al Museo Storico Nazionale abbiamo ulteriormente approfondito la storia molto travagliata e dura. Il Blok, il quartiere con le residenze dei politici ai tempi del regime comunista, è diventata la zona molto frequentata dalla gente del posto e turisti. Entrare nella zona proibita, senz'altro, è di un certo effetto. Un Bunker ed un pezzo del muro di Berlino nel parco al ingresso del quartiere, il memoriale Postbllok, sono la testimonianza dei tempi passati.

Monumento all’eroe nazionale albanese skanderbeg a Tirana Tirana chiama Italia, rispondete. La moschea principale di Tirana Un piccolo laghetto della capitale albanese

Indirizzi utili

  • Ristorante Mrizi i zanave, Lezhe
  • Ristorante Alba, Kruje
  • Ristorante Piceri Amantia, Valona

  • Bar kafe Mulliri i Vjeter, Tirana
  • Hotel & Ristorante Tradita Geg & Tosk, Scutari
  • Hotel Nasho Vruho, Berati
  • Guesthouse Kol Gjoni, Valbona

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