Atene ed Egina

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I miei viaggi preferiti sono quelli che uniscono natura e cultura, mare e città. Prima di visitare Atene, ho esplorato per quattro giorni l’isola di Egina, situata nel golfo Saronico, proprio di fronte alla capitale, da cui è raggiungibile in soli 40 minuti dal porto del Pireo. Abbiamo trascorso la prima notte proprio al Pireo, raggiungendo l'albergo direttamente dall'aeroporto con la navetta. La sistemazione ha superato le mie aspettative, a partire dalla camera all’ultimo piano con un grande terrazzo e vista mare. A due passi dall’hotel c’era una taverna, di nome Street taverna, tipica con cibo squisito e musica dal vivo: la cena, in un ambiente caldo e amichevole, sapeva di casa. Non ho avuto affatto la sensazione di trovarmi in un paese straniero. Più tardi, in un locale ad Atene, ho visto scritta sul muro la parola greca “kefi”, che significa più o meno gioia di vivere e capacità di assaporare totalmente i momenti felici. Mi sono ricordata della prima sera e ho compreso lo spirito greco che mi ha conquistata.

Interno della Street taverna al Pireo

A Egina abbiamo alloggiato in un b&b gestito dal signor Stefanos e dai suoi figli. L’accoglienza è stata molto calorosa e la stanza che ci hanno assegnato era in un'ottima posizione. Appena scaricati i bagagli, siamo andati a fare il bagno alla spiaggia di Kolona. Il colore del mare, con diverse tonalità di blu e verde, era splendido; l’acqua era calda, c'erano poche persone e niente sdraio o ombrelloni, proprio come piace a me. Nuotando, mi riempivo gli occhi con la bellezza circostante e ammiravo la colonna di Apollo. Sul sito archeologico, situato sulla collina sopra la spiaggia, è rimasta infatti un’unica colonna dell'antico tempio di Apollo. Passeggiando da soli tra resti preistorici, ulivi e fichi, abbiamo percepito l’energia del luogo, che era molto piacevole. Ci siamo fermati a lungo, fino alla chiusura.

Spiaggia di Kolona all'Egina Unica colonna del Tempio di Apollo all'Egina Rilassamento nell'ombra Crepe con cioccolato come prima colazione I fiori dell'isola Egina La torre di Marcello a Egina

Per il giorno seguente le previsioni erano buone: si prospettava un'altra giornata di sole prima dell'arrivo della pioggia. Visitare l’isoletta di Moni è un vero must. Con il pullman abbiamo raggiunto Perdika, un villaggio di pescatori molto carino, e da lì in un quarto d’ora ci siamo trovati in un paradiso. A Moni non vivono persone, ci sono solo animali, in primo luogo pavoni e cervi. Abbiamo fatto il bagno in un mare bellissimo e, nell’unico bar della spiaggia, abbiamo brindato in greco con una birra e un panino: “Yamas!”

L'isoletta di Moni Pavoni sulla isoletta Moni

Il peggioramento del tempo è diventato l’occasione per conoscere meglio Egina. Abbiamo noleggiato una macchina e siamo andati al tempio di Afaia, dedicato alla dea locale dell’isola. Questo tempio è stato costruito prima del Partenone di Atene ed è quasi identico, ma è composto da un minor numero di colonne e i visitatori sono molti di meno rispetto al Partenone. Ci siamo goduti questo posto semideserto e anche qui abbiamo percepito una forte energia. Proseguendo il nostro giro dell’isola siamo andati al monastero di San Nektarios, meta di pellegrinaggio di tanti credenti ortodossi.

Noi due davanti al Tempio di Afaia, Egina

Nelle vicinanze c’è Paleochora, un luogo sacro di cui ci aveva parlato il signor Stefanos, suggerendoci una passeggiata. Seguendo le indicazioni stradali, abbiamo parcheggiato l’auto nel punto indicato, dove non c’era nessun’altra vettura. Non sapevamo dove ci avrebbe condotto il sentiero né cosa ci aspettasse. Con le prime gocce di pioggia ci siamo trovati davanti a una piccola casa in pietra. Ho aperto la porta e siamo entrati. All’interno c’erano quattro sedie, una scopa in un angolo, un altare con immagini sacre, candele e fiammiferi. Ci siamo seduti; ho acceso una candela e guardavo le pareti con gli affreschi ben conservati. Era incredibile, magico, sacro. Durante la camminata siamo entrati in alcune delle circa trenta cappelle sparse sulla collina. A Egina ci sono davvero buone vibrazioni.

Una delle chiesette del Paleochora L'interno di una chiesetta del Paleochora con affresco Sentieri della Paleochora

"Atene è brutta, sporca e pericolosa": quante volte ho sentito questi commenti! Non condivido assolutamente questa opinione. È una città vivace e accogliente, dove in certe zone sembra di essere a Barcellona o a Parigi. Mi è piaciuto molto questo contrasto, insieme alla sua diversità e all'atmosfera particolare. L’alloggio, scelto appositamente per la posizione, offriva una splendida vista sull’Acropoli dal rooftop bar ed è stato molto gradito. La visione notturna del Partenone illuminato, accompagnata da un bicchiere di mastika, era quasi più suggestiva della visita diurna. Nel quartiere storico e più turistico di Atene, la Plaka, è stato facile, ma anche piacevole, perdersi. Ho notato che i turisti qui sono più allegri che a Milano, sicuramente contagiati dallo spirito greco. Il museo dell’Acropoli ci è piaciuto tantissimo, quasi più dello stesso sito archeologico.

La nave che ci porta ad Atene Partenone illuminato di notte L'anfiteatro di Partenone prima dell'entrata Selfie davanti al Partenone

Domenica mattina abbiamo assistito al cambio della guardia davanti al Parlamento in piazza Syntagma. Soltanto di domenica si tiene la versione solenne e spettacolare, più lunga, con i soldati in alta uniforme e la banda militare. Non ci aspettavamo di trovare così tanta gente, ma ci siamo goduti comunque lo spettacolo.

Da lì, con un taxi, siamo andati alla Fondazione Stavros Niarchos, un centro culturale polifunzionale con tante attività diverse, che ospita la Biblioteca nazionale e l’Opera, il tutto circondato da un bellissimo parco. Questo centro è stato progettato da Renzo Piano ed è stato inaugurato nel 2016. Dall’ultimo piano si apre una splendida vista a 360 gradi su Atene e sul porto del Pireo. È assolutamente da non perdere e penso che le foto lo dimostrino.

Piscina davanti alla Fondazione Stavros Niarchos Biblioteca Nazionale della Fondazione

In tre giorni ad Atene abbiamo visto le attrazioni principali, ma il desiderio di scoprire di più è rimasto. Penso che la città meriti un'altra visita, anche solo per riconnettersi con lo spirito greco e godersi la sua atmosfera.

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