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Di solito non sono di quelli che inizia a lamentarsi quando la vacanza si avvicina alla fine, ma questa volta mi sarebbe piaciuto rimanere ancora due – tre giorni: sentivo che in quelli 7 giorni non sono riuscito a godermi completamente il posto. L’ultimo giorno ci siamo alzati alle 6:30 ed abbiamo fatto il bagno prima che uscisse il sole. Dopo la prima colazione il brutto compito di impacchettare le valige e alle 12:30 è partito il nostro aereo. Corrado si è seduto al posto del copilota e noi stavamo subito dietro, avendo in questo modo un ottima visuale, inclusa anche la strumentazione dell’aereo.

L’atterraggio a Dar es Salaam è avvenuto dopo 35 minuti. Ci siamo salutati con i nostri compagni di vacanza e siamo usciti dall’aeroporto. Ci aspettava Lucas con una grande Toyota, con i vetri posteriori scuri: ci sentivamo un po’ VIP. Abbiamo fatto una breve sosta in un mercatino con i prodotti e i souvenir locali. La giornata era piuttosto torrida ed anche la gente locale si lamentava un po’ per il caldo e l’eccessiva umidità. Sembrava di stare a Milano durante le peggiori giornate di luglio. La prossima e finale destinazione per quel giorno era Slipway, un centro commerciale con un piccolo mercatino locale, situato in una zona ricca della città. A conferma di questo anche i visitatori, prevalentemente bianchi; in effetti c’è una forte colonia degli europei nella città. Con Lucas ci siamo messi d’accordo di ritrovarci alle 23:00, per andare in aeroporto. Il nostro volo doveva partire alle 2:15 dopo la mezzanotte.

Una curiosa facciata di un edificio a Slipway, Dar es Salaam La piazza principale di Slipway L’interno del centro commerciale In attesa della cena, questa volta con una birra Safari

In effetti passare in un centro commerciale quasi tutta la giornata non era proprio il massimo, ma dall’altra parte ci hanno detto un po’ tutti che la città non offriva gran che ad un turista. Inoltre era una domenica e i negozi erano prevalentemente chiusi e così, tutto sommato non ci attirava nemmeno molto l’idea di girare con quel caldo in una città deserta. Pertanto abbiamo fatto il giro dei negozi e abbiamo esplorato le bancarelle del mercatino. Verso tardo pomeriggio eravamo stanchi e ci siamo seduti in uno dei ristoranti chiamato Waterfront, con una bella terrazza, per mangiare qualcosa. Abbiamo preso delle specialità locali e devo dire che il cibo era davvero ottimo.

Baia di Dar es Salaam di notte

Finita la lunga cena ci siamo messi su una panca per riposare un po’ e far passare il tempo in attesa del nostro autista. Dall’altra parte della baia si vedevano i fulmini e ogni tanto si sentivano anche i tuoni, ma la pioggia, per fortuna, non si è vista.

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