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Una trentina di chilometri fuori città ci sono due luoghi da visitare. Uno è Petrhof, la reggia di Pietro il Grande, la Versailles russa, e l'altro è Tsarskoe selo, la città di Puskin. Visto il periodo invernale abbiamo seguito il consiglio di Marina e abbiamo scelto Tsarskoe selo, il villaggio dello zar al quale era molto legato. Raggiungerlo da San Pietroburgo non è difficile. Si può arrivare in treno, oppure, come abbiamo fatto noi, dalla fermata della metropolitana blu, Kupcino con un pullman. Quello che abbiamo preso noi non era un pullman di linea, ma un mini pullman di quelli che partono appena si riempiono. L'autista ci ha assicurati che ci avrebbe lasciato vicino al Palazzo di Caterina dove noi eravamo diretti.

Dopo una mezz'oretta, il pullman si è fermato e ci hanno detto di scendere. Eravamo gli unici turisti e tutti i passeggeri hanno partecipato alla spiegazione quando siamo giunti alla nostra destinazione. Scesi dal pullman, ci siamo trovati sulla strada circondata dagli alberi ricoperti di neve. Tutto intorno era bianco e il nostro sguardo diceva, ma dove siamo, dove dobbiamo andare? La gente del pullman ci indicava con la mano la direzione. Ci siamo girati e l'immagine che abbiamo visto era da urlo e abbiamo urlato: "Wow!" In fondo alla strada luccicavano le cupole dorate del Palazzo di Caterina sotto il cielo azzurro, lo stesso colore delle pareti del palazzo. La cornice di questo quadro meraviglioso era bianca, la neve brillava al sole e rendeva tutto intorno di una bellezza indescrivibile. La nostra gioia di farne parte, anche per un breve momento, di tutto questo, era grande.

Palazzo di Caterina     C'è il sole, ma fa molto freddo     Sala da ballo nel Palazzo di Caterina

La visita del palazzo non richiede molto tempo, un'ora. La stanza d'ambra, l'unica nel suo genere, tutte le pareti ricoperte d'ambra è la grande attrazione del palazzo. Durante la seconda guerra i nazisti hanno portato via tutte le pareti che sono state rifatte dopo, secondo i disegni originali. L'inaugurazione è avvenuta nel 2003. Abbiamo visto alcune foto che dimostravano in quali condizioni si trovava l'intero palazzo prima del restauro, praticamente un rudere.

Stanza di Puskin nel liceo a Tsarskoe Selo       Una scultura di Puskin

Dall'altra parte della strada si trova il liceo in cui è andato Puskin. Dall'esterno sembra un edificio qualsiasi e quasi abbiamo fatto lo sbaglio di non entrarci. L'interno della scuola non assomiglia per niente alle solite scuole con le solite aule. Tutto è spazioso, molto curato e ben pensato per offrire agli allievi la migliore delle istruzioni. C'è l'aula attrezzata per la matematica e fisica, l'aula per il disegno, per il ballo e per la scherma. All'ultimo piano ci sono le stanze dove dormivano i ragazzi, i mini appartamenti per i professori. Naturalmente, non poteva mancare un museo dedicato al famoso, e molto amato scrittore.

Il giorno precedente abbiamo visitato la casa museo di Puskin a San Pietroburgo. Ci è piaciuta tanto la visita guidata, concentrata sugli ultimi giorni della sua vita che hanno preceduto il tragico duello. Passare da una stanza all'altra, ascoltando la storia raccontata con grande trasporto, ci ha fatti partecipi agli avvenimenti svolti in questa casa. Era come uno spettacolo teatrale dove il protagonista che non c'è più ti fa vivere con una grande intensità quello che è successo. Inevitabile la domanda perché morire a 38 anni per la mano di un pazzo scatenato che non ti lascia scampo? Che destino triste e allo stesso tempo eroico e romantico in un certo senso, degno di un grande poeta.

Dopo la visita del suo appartamento non potevamo non andare a prendere un caffè al Literaturnoe kafe. Il Caffè storico dove Puskin ha consumato l'ultimo pasto prima del duello. All'epoca era un luogo d'incontro per tanti intellettuali russi che oggi hanno lasciato posto ai turisti che seguono le orme del poeta. Passando davanti al Caffè si nota la figura di Puskin seduto ad un tavolino vicino alla porta d'ingresso. Che collegamento abbia un enorme orso bruno posizionato all'entrata con Puskin, mi sono chiesta perplessa? Va bene, è un animale nazionale russo, ma metterlo accanto al poeta mi è sembrato un pochino esagerato. Magari sarà anche perché mi ha fatto venire in mente un ristorante in un parco nazionale che ho visitato in Croazia. Al primo piano del Caffè c'è un ristorante molto elegante dove nel pomeriggio si può prendere anche un tè con una fetta di torta. La scelta della ottima torta Napoleone ha migliorato la mia prima impressione che era deludente, l'ambiente poco autentico e ancora meno artistico. Sicuramente all'epoca era tutta un'altra cosa.

Una finestra di Puskin caffè con la vista su Nevsky Prospekt     Monumento a Puskin in San Pietroburgo sulla Piazza delle arti

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