Xi'anDal 26 Giugno al 27 Giugno 2013 |
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Fare in treno tutta la tratta tra Pechino e Lhasa di 48 ore ci è sembrato tanto e così abbiamo spezzato il tragitto; Pechino – Xi'an – Xining – Lhasa. Con il treno notturno siamo arrivati a Xi'an dopo circa 10 ore di viaggio. E' stato un sollievo vedere una ragazza in stazione con i nostri nomi. Prima di scendere, ci chiedevamo se ci sarà qualcuno ad aspettarci. Daina si è dimostrata molto in gamba dal primo istante e dalla prima domanda: "Avete fame? Ok, vi porto al ristorante e poi andiamo al sito." Dopo che abbiamo spazzato via tutto quello che ci hanno messo sul tavolo (il pranzo servito alle 10 di mattina) ci siamo ripresi quasi del tutto ed eravamo pronti per la visita dell'Esercito di Terracotta. Prima di entrare nella zona con i guerrieri di terracotta, Daina ci ha portati dal signore che ha scoperto il sito nel 1974. Il Governo gli ha dato il lavoro che consiste nel fare le foto e firmare i libri con i turisti. Un modo interessante per ricompensare una grande scoperta. L'esercito di Terracotta è il mausoleo del primo imperatore che ha unificato la Cina, Qin Shihuang. L'esercito fatto in terracotta rappresenta fedelmente l'armata che ha contribuito alla unificazione della Cina. Oltre al numero dei soldati, la cosa che colpisce ogni visitatore, sono i loro visi, ognuno diverso dell'altro. L'imperatore che ha cercato tutta la vita l'elisir dell'immortalità ha voluto rendere immortali i suoi fedeli guerrieri. Trovarseli davanti, faccia a faccia, è stata un'emozione unica. Le file infinite della gente che ha vissuto e combattuto in un'epoca così lontana e altrettanta gente che ha lavorato alla realizzazione di un'opera colossale, è un fatto davvero grandioso. Penso che non è esagerata la considerazione dell'ottava meraviglia del mondo.
Alle 5 di mattina partenza per l'aeroporto, destinazione Xining. Classica colazione cinese, un uovo sodo con una fetta di pane, portata in un sacchetto e mangiata in macchina. E' dura la vita dei turisti… Siamo andati a Xining per prendere il treno per Lhasa. Era l'unica ragione per andarci. L'idea di aspettare fino alla sera il treno non ci entusiasmava e poi per i biglietti dovevamo chiamare una persona di cui il nostro agente Polly ci ha fornito il numero. Dopo un tragitto di un'ora in pullman dall'aeroporto alla città siamo riusciti a trovarci con la signora che doveva darci i biglietti. Comunicando con i gesti abbiamo capito che dovevamo andare con lei alla stazione ferroviaria. Ci è sembrato di aver capito che ci chiedeva se volevamo prendere il treno alle 15 al posto di quello alle ore 22. Siamo rimasti spiazzati perché era quello che volevamo prendere e Polly ci ha prenotato il treno delle 22 per il motivo di non rischiare di perdere il treno nel caso l'aereo ritardasse. Siamo arrivati a Xining verso il mezzogiorno, perfettamente in orario e certamente volevamo partire alle 15. La signora è andata allo sportello e ci ha preso i biglietti per il treno. Siamo partiti per Lhasa con il treno per il paradiso, il nostro sogno si stava avverando e chissenefrega del "gioco" dei treni cinesi, intanto non comprenderemo mai il ragionamento dei cinesi come sicuramente anche loro diverse volte non hanno compreso il nostro. Mi ricordo la sera a Pechino quando siamo andati in centro in machina sotto un diluvio "universale", al ristorante a mangiare l'anatra pechinese e la nostra guida Linda diceva: "La vostra mente è strana... avete il ristorante accanto al vostro albergo e volete andare in un altro posto... io proprio non vi capisco." |