Budapest ebraica

Dal 24 al 26 Febbraio 2015
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La seconda guerra mondiale, Hitler, e l'olocausto sono da sempre stati i miei argomenti storici preferiti. Tempo fa sono stata a Gerusalemme. Non ricordo il motivo per il quale non ho visitato la sinagoga. Probabilmente, la mancanza di tempo. A dire il vero, non sono particolarmente istruita sulla religione. Un mio amico dice spesso: "Oggi, se non sei ateo, non sei nessuno". Io sono atea ma nonostante questo mi piace scoprire la storia che si cela dietro ogni religione. E' molto interessante.

Così, ho scoperto che a Budapest si trova la Grande Sinagoga, la più grande di tutta l'Europa. Guidata dalla curiosità sono andata a visitarla. Prima però mi sono informata in rete. Quello che mi ha lasciato perplessa è stato l'atteggiamento di tanti turisti italiani che hanno criticato il costo del biglietto per entrare dentro la sinagoga. Personalmente, credo si tratta di una polemica fuori luogo. Capisco che ad alcune persone non va di pagare ma mettendosi nei panni della comunità ebraica, è logico che tutto il complesso deve essere mantenuto nel tempo e far pagare il biglietto è uno dei modi per poter tenere in vita l'intera struttura. Entrare e fare una passeggiata non è abbastanza, si viene privati di tante informazioni. Il mio consiglio è di investire i quindici euro, ne vale davvero la pena. E dati gli ultimi sviluppi politici, tenete conto che prima di entrare dovete passare i controlli della sicurezza.

Entrata nella Grande Sinagoga     La Grande Sinagoga all’interno si assomiglia ad una chiesa cattolica     Un dettaglio della Grande Sinagoga

Ho avuto la fortuna di avere una straordinaria guida con un italiano quasi impeccabile. Si vedeva che non raccontava la storia in modo automatico. Era davvero coinvolta, tanto da fermarsi per un istante quando ha parlato delle deportazioni. Ma partiamo dagli inizi. La particolarità della Grande Sinagoga è evidente fin da subito. Entrando, si ha la sensazione di essere in una chiesa cattolica. Ci è stato spiegato che esistono tre tipologie, una delle quali si chiama neologa, e somiglia dal punto di vista della pianta ad una chiesa cattolica. In tutte le tre tipologie devono essere presenti alcuni elementi fissi che caratterizzano ogni sinagoga. E' importante ricordare che l'ingresso principale deve essere orientato verso Gerusalemme.

Solitamente all'interno non troviamo gli organi (anche se nella Grande Sinagoga sono presenti). Il motivo risale alla distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme in seguito al quale si è deciso che l'organo (e quindi la musica) non doveva più suonare a causa del lutto. Dentro ogni sinagoga, uno degli elementi che non può mancare sono i rotoli della Torah (la bibbia ebraica). Nelle piccole sinagoghe sono presenti un paio mentre in quella di Budapest ne troviamo ventisette. Durante gli anni della seconda guerra mondiale, sono stati nascosti da un prete cattolico all'interno di un cimitero. Si tratta dei rotoli in cui la Torah deve essere trascritta senza un errore. Nel caso in cui venisse fatto un errore bisogna riscrivere tutto.

Nella sinagoga, questi rotoli considerati sacri, sono nascosti dietro un telo. Vengono letti tre volte alla settimana per tutto l'anno. Dopo che si finisce di leggere si riprende il tutto dalla prima pagina. In questo modo la lettura non finisce mai. Oltre alla Torah, troviamo un altro libro importante per gli ebrei, Talmud che spiega quello che c'è scritto nella Torah. Per essere più precisi spiega le seicentotredici regole.

Per quanto riguarda la comunità ebraica di Budapest, vi fornisco qualche dato. Prima della guerra, era composta da settecentocinquanta mila ebrei. Oggi, sono rimasti in centomila, di cui novanta mila sono residenti nella capitale ungherese. Gli altri hanno preferito emigrare in Israele oppure negli Stati Uniti. Nella seconda guerra mondiale, l'Ungheria era alleata con la Germania. Per questo, l'introduzione delle leggi razziali, ha suscitato scalpore. Fino a quel momento non esisteva il ghetto di Budapest. E' stato costruito per chiudere dentro gli ebrei. Nessuno poteva entrare. Neanche uscire. Gli appartamenti erano abitati da venti persone (spesso sconosciute tra di loro) e le condizioni igieniche erano quasi inesistenti. Le deportazioni iniziarono soltanto nel 1944. Quando nel gennaio del 1945 arrivarono i sovietici trovarono duecento mila cadaveri. Anche se la religione ebraica vieta la sepoltura dei corpi vicino ai vivi, per necessità, sono state create delle fosse accanto alla Grande Sinagoga, la quale è l'unica ad avere un cimitero. Fuori dal portone di ingresso, ci sono dei memoriali dedicati alla Shoah. Nel cimitero, ci sono delle lapidi con le persone identificate e delle lapidi vuote, dedicate alle numerose vittime non identificate. Non molto lontano si trova un altro memoriale, costruito dopo la caduta del comunismo da un artista ungherese. E' un bellissimo salice piangente che simboleggia la tristezza. Le foglie sono di acciaio e contengo i nomi delle vittime. Come nel cimitero, ci sono delle foglie vuote, per ricordare i non identificati. Al centro, sono rappresentate le due tavole di Mosè. Solitamente i vetri delle sinagoghe sono a forma di queste tavole. Nel memoriale, sono state costruite in marmo e sono prive delle scritte che solitamente sono presenti sui loro vetri. Questa scelta non è casuale. La mancanza di scritte simboleggia l'assenza di ogni legge morale ed etica.

La scultura chiamata Salice piangente     Le foglie del salice piangente con i nomi delle vittime

Un altro memoriale presente è stato costruito una decina di anni fa, da una signora che allora aveva più di ottanta anni e che è sopravvissuta alla Shoah. Si tratta di un vetro colorato. In basso è raffigurato il fuoco. Sopra di esso ci sono due serpenti, che sia nella religione ebraica che in quella cattolica rappresentano dei simboli del male. Sopra le teste dei serpenti si intravede uno spiraglio di luce. In mezzo a questi ultimi due memoriali, c'è un altro, quello dei giusti. I giusti sono coloro che hanno salvato gli ebrei fornendo a loro documenti falsi. In particolare, queste figure erano gli ambasciatori che godevano dell'immunità diplomatica. Tra di loro, ricordiamo quello svedese, arrivato a Budapest con l'intenzione di salvare i perseguitati. Riuscì a salvarne venticinque mila. Nel memoriale sono presenti anche tre nomi italiani. Per coloro che hanno visto il film "La lista di Schindler" e hanno buona memoria, nella ultima scena, viene inquadrata la tomba di Schindler dove tutti coloro che ha salvato depositano un sasso. E' una usanza ebraica. I fiori appassiscono e muoiono. I sassi, restano. Anche nel memoriale dedicato ai giusti, sono presenti numerosi sassi.

Cartina del quartiere ebraico di Budapest    In memoria delle vittime dell’Olocausto

Per quanto riguarda la comunità ebraica di Budapest, oggi, siamo venuti a sapere che soltanto il cinque per cento è praticante. Dato che il numero è molto basso e il riscaldamento della Grande Sinagoga costa, durante i mesi invernali, i fedeli si spostano in una sinagoga più piccola, chiusa agli esterni, per contenere i costi. Solitamente queste comunità sono chiuse. E' probabile che prima di entrare in sinagoga passano del tempo a giocare a scacchi e tra di loro tutti si conoscono. Ci è stato raccontato che un gruppo di turisti ebrei ha voluto partecipare alla lettura della Torah ma non è stato possibile. Essendo una religione rigida, anche per quanto riguarda le abitudini alimentari, per i praticanti è molto più semplice rispettare le regole abitando vicino alla sinagoga.

Facciata  della Sinagoga Rumbach     All’interno della classica Sinagoga Rumbach

Vale la pena anche di fare una passeggiata nel quartiere. Potete scegliere di passeggiare da soli oppure in compagnia della guida che vi porta a visitare alcune cose importanti, tra le quali, una sinagoga ortodossa e il muro originale del ghetto. A voi la scelta. Personalmente credo non ci sia una soluzione migliore e una peggiore. Le informazioni date dalla guida sono sicuramente presenti nei libri, per cui, potete farne a meno.

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