Goran Bregovic

Concerto a Milano, 29 Ottobre 2009
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Era da tanto che desideravo andare ad un concerto di Goran Bregovic, anche perché si può dire che sono cresciuta con la sua musica. Probabilmente pochi sanno che negli anni settanta, se non mi sbaglio, era il leader del più famoso gruppo rock dell'ex Jugoslavia, "Bijelo Dugme" (bottone bianco). Da allora sono passati molti anni ma la popolarità del gruppo non solo è rimasta intatta, si è anche estesa oltre i confini nazionali. Oggi, la scena musicale dei territori dell'ex Jugoslavia sembra essere a digiuno dei musicisti di una volta, di quelli che durano nel tempo, amati dal pubblico ed è proprio la mancanza di essi che determina una scena musicale molto "mordi e fuggi". In questo scenario che io definisco "mordi e fuggi" sono molti gli artisti che fanno delle cover proprio di Goran Bregovic e del suo gruppo, e tutto questo per farvi capire l'impronta lasciata da questo grande artista.

Durante la guerra nei Balcani, Bregovic comincia a comporre delle colonne sonore per i film come per esempio "Arizona Dream" (interpretato da Johhny Deep) oppure "Underground". In più forma un nuovo gruppo "Orchestra per matrimoni e funerali". Il successo a questo punto è consolidato anche oltre i confini e forse questo successo è più affermato all'estero che nella ex nazione. Dopo questa breve premessa vi racconto del concerto tenutosi a Milano 29 ottobre 2009, al teatro Arcimboldi. Il titolo era "Alcohol: Rakija e Champagne" (rakija significa grappa).

In tutta onestà ho trovato l'inizio della serata un po' sotto tono, probabilmente a causa della musica molto lenta e a tratti anche triste. Poi l'atmosfera è migliorata ed è diventata più allegra. Quello che mi ha lasciata un po' perplessa è stato il richiamo, praticamente in ogni composizione, delle vecchie canzoni di "Bijelo Dugme"; alcune sono state cantate quasi uguali alla versione originale. Mi ha sfiorato un pensiero, Bregovic, oltre ad essere un grande artista è anche un grandissimo uomo d'affari che ha saputo cavalcare il momento del grande successo delle compilation etniche, un po' gitane, del tipo "Buddha Bar" per intenderci, per conquistare una fetta del mercato musicale internazionale.

Ho trovato anche interessante la reazione del pubblico ed il delirio alla canzone "Ringe ringe raja", canzone che ballano i bambini nelle scuole materne, ma, arrangiata nel modo giusto sembra essere un grande pezzo musicale, in grado di far alzare il pubblico dalle loro sedie e far ballare. Sarebbe stato curioso fare un sondaggio sulla nazionalità del pubblico perchè credo che era presente una buona percentuale dell'ex Jugoslavia. E' stata fatta anche una versione cantata del "padre nostro" anche se, come il resto delle canzoni, era poco comprensibile, forse a causa dello spazio ridotto del teatro e della musica ad alto volume - davvero peccato. Verso la fine della serata, l'atmosfera si era scaldata, il pubblico ballava e cantava e sicuramente il merito è da attribuirsi alle canzoni famose, probabilmente le più conosciute in Italia come "Ederlezi" oppure "Kalashnikov". Tutto sommato la fine del concerto ha tirato su la performance della serata.

Ederlezi è la più grande festa gitana con la quale si festeggia l'arrivo della primavera (cantata in bulgaro).

Il giorno successivo mossa dalla curiosità anche verso alcune canzoni mai sentite prima coma la bellissima "In the death car" ho fatto un giro su youtube e mi sono accorta che lo spettacolo visto la sera precedente era sempre il solito, nel senso che Bregovic fa gli stessi concerti da anni, usa perfino le stesse battute. Che dire? Forse dovremo prendere esempio da lui e riciclare qualcosa di vecchio sperando che ci porti denaro e ci dia notorietà.

E qui c'è l'originale, la canzone intitolata "Djurdjevdan", eseguita da "Bijelo Dugme", prodotta negli anni '80.

Madonna a Milano