Madonna - una donna che offre spettacolo

Concerto a Milano, 14 Giugno 2012
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Era il lontano 1986. Da poco frequentavo le elementari. Avevo appena imparato a leggere, scrivere e studiavo inglese. Il mondo era li davanti a me e io avrei soltanto dovuto esplorarlo, in tutte le sue sfumature.

Mentre la società da cui ero circondata era alle prese con l'ennesima crisi politica e l'aumento del tasso di disoccupazione, oltre oceano erano gli anni della nascita della televisione musicale, dei video e soprattutto delle grandi stelle della musica commerciale. La più riconosciuta di tutte? Madonna. Come se fosse ieri ricordo questa scena: prima di andare a scuola, entravo in soggiorno, scalza, camminando su quei meravigliosi tappeti pelosi tipici degli anni ottanta, mi avvicinavo al gira dischi di mio padre e di nascosto frugavo nella sua vasta collezione di dischi in vinile, ero alla ricerca di qualcosa che potesse piacermi.

Dopo un accurata analisi basata unicamente sui colori e immagini delle copertine, ho deciso che l'album “True Blue” di Madonna mi piaceva e cosi iniziai un rito quotidiano che durò per molto tempo mettendo a tutto volume la mia canzone preferita di quello stesso album, si trattava di “Papa don't preach”. Per calarmi nel ruolo della cantante che credevo sarei diventata una volta grande, tiravo fuori la spazzola per i capelli con il manico di legno di mia madre. Era la cosa più somigliante ad un microfono che possedevamo in casa. Mi esibivo in un soggiorno deserto tenendo in mano la copertina del disco da cui goffamente tentavo di leggere una lingua che avevo appena cominciato a conoscere, inglese. Il più delle volte finiva che inventavo, non solo parole ma frasi intere.

Da quell'anno ne sono seguiti tanti altri, sono passati molti inverni, primavere, estati e autunni. Sono cambiate molte cose, dentro e fuori di me ma una cosa è rimasta uguale, l'autrice della colonna sonora delle mie giornate, sempre lei: Madonna. Alla fine degli anni Novanta successe l'inevitabile: mi trovai alle prese con i primi sentimenti per il sesso opposto e la canzone che mi ricorda quel periodo fu “Frozen”. Non molto tempo dopo, con grande fallimento avevo concluso la mia prima avventura sentimentale e cambiando scenario, mi sono trovata catapultata nel popolo della notte: la colonna sonora? “Music”. Abitare in una grande città non ha soltanto dei risvolti negativi quali il traffico e smog, ci sono tante cose positive, per esempio la vicinanza con gli aeroporti. Non è meraviglioso poter raggiungere facilmente un aereo ogni volta che abbiamo voglia di visitare posti nuovi?

Vogliamo parlare di musica? I grandi artisti internazionali scelgono di più le grandi città rispetto a quelle meno grandi. Ecco un altro vantaggio metropolitano che mi piace. Perché vi ho raccontato tutto questo?

Quando siamo bambini cresciamo accanto alla mamma, papà, nonni, amichetti, eccetera ma indirettamente cresciamo anche con i cantanti che con le loro melodie ci accompagnano lungo il nostro percorso di vita, diventando con il passare del tempo dei veri e propri miti. Per me questo mito è rappresentato da Madonna. Mai avrei creduto di avere la possibilità di vederla cantare dal vivo ma come dicevo prima, nel corso degli anni tante cose sono cambiate tra cui la mia residenza e perciò trovandomi ora in una città grande, non potevo mancare al suo concerto.

Le critiche sono sempre facili da trovare, non ho forse ragione? Ci piace cercare il pelo nell'uovo, è la nostra natura ma a volte bisogna abbandonare il costante bisogno del perfezionismo e goderci quello che è imperfetto. Se si decide di spendere tanti soldini per vedere un artista che ci piace, bisogna andare a vederla con lo spirito giusto e non con la nostra irrefrenabile voglia di criticare, tutto e tutti. Siete d accordo?

Detto questo, permettetevi di dirvi questo: Madonna è sempre Madonna, instancabile sul palco (nonostante la non più giovane età), piena di energia ed eterna provocatrice. Si ama o non si ama. Con lei non ci sono vie di mezzo. Una donna di spettacolo che offre spettacolo. Sempre. E spettacolari sono stati anche i suoi ballerini, di grandissima bravura.

La scenografia? Una perfetta rappresentazione dell'arte moderna, la video art di altissimo livello. I brani scelti? Un miscuglio tra il nuovo e il vecchio. Il pubblico? !Non ha emozionato, fredda, ha scelto male le canzoni e gli arrangiamenti, non ci ha fatto ballare, pessima acustica, è arrivata con quasi un ora di ritardo, non vale i soldi spesi".

Si sa, nella vita non si possono accontentare tutti e i gusti sono gusti che non si discutono.

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