Treni d'epoca di Sardegna

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Come ho già detto qualche pagina prima, lo scopo ed il motivo del nostro viaggio erano i treni storici, cioè le ferrovie secondarie della Sardegna e abbiamo fatto due linee, quella da Macomer a Bosa e dovevamo fare anche Mandas – Arbatax. Quest'ultima l'abbiamo fatta soltanto parzialmente per un incidente che ci è capitato.

Visto che si tratta delle ferrovie secondarie, entrambi i percorsi hanno i binari a scartamento ridotto di 950 mm (scartamento normale è di 1435 mm). Lo scartamento ridotto nasce dalla necessità di costruire con un prezzo basso. Avendo la possibilità di fare le curve molto più strette, si segue il terreno naturale e si evitano per quanto possibile le costose opere d'arte, ponti e gallerie. Anche le opere d'arte ove erano inevitabili sono state costruite in modo molto semplice con i materiali provenienti dal loco. Il risultato finale di questo approccio è un bassissimo impatto ambientale e un ottimo inserimento nel paesaggio naturale.

In treno d'epoca da Macomer a Bosa

18 Marzo 2009

Nel titolo di questo viaggio in treno ho messo "treno d'epoca", ma d'epoca era soltanto parzialmente. La carrozza per i passeggeri, una sola più una di servizio, era degli anni '30 ma tutta rinnovata, anche se devo dire che era bellissima, tutta in legno visto che era un vagone di terza classe (con i soldi che abbiamo speso per il treno ci aspettavamo almeno una classe in più, ma è andata bene anche così). Il locomotore era diesel degli anni, se mi ricordo bene, '50. Tempo fa i locomotori usati su questa tratta erano a vapore, ma visto che nella zona sono successi alcuni incendi , alcuni hanno pensato che gli stessi erano dovuti ai fumi e alle particelle ad alta temperatura dei locomotori. Su questa ipotesi, mai veramente provata, sono stati introdotti i locomotori diesel.

Siamo partiti da Alghero verso le 8 di mattina. Appena arrivati ci siamo imbarcati e prima delle 10 eravamo già in moto. Il tragitto passava per molti paesini e c'erano molti passaggi di livello, sempre presidiati dalle due persone che ci seguivano in macchina e fermavano il traffico stradale. Un viaggio molto rilassante con qualche fermata intermedia, come per esempio quella per visitare una vecchissima chiesa, oggi non utilizzata, a pochi passi dai binari. Visto che il treno era affittato dal nostro gruppo il personale ci ha permesso anche di salire sul locomotore dove ci hanno dato anche qualche spiegazione in più su come funziona il treno e sui paesi che stavamo attraversando. Era curioso il fatto che i due macchinisti erano fratelli, ma in effetti non si assomigliavano per niente. Non ci hanno vietato, anche se non hanno dato un permesso esplicito, nemmeno di salire e farci fotografare sul tetto del treno. Ad un certo punto, davanti ai nostri occhi è comparso il mare: dall'alto delle coline che attraversavamo è risultata una vista spettacolare. A Bosa siamo arrivati verso le 12:00, dopo circa due ore e mezza di viaggio, percorrendo 46 chilometri. Un bel viaggio, molto rilassante.

Treno a vapore da Mandas a Arbatax (quasi)

20 Marzo 2009

Mandas si trova a quasi 200 km da Alghero e pertanto siamo partiti presto per essere là alle 10, ora della partenza del treno. Quando siamo arrivati il treno era già pronto, composto da una bellissima locomotiva a vapore degli anni '30, seguita da due vagoni tender che trasportavano il carbone, un vagone di servizio e la carrozza passeggeri, praticamente uguale a quella che avevamo nel treno precedente.

Ci hanno permesso anche di salire sulla locomotiva e due dei partecipanti hanno sfruttato quella irripetibile occasione. Alla guida c'erano due macchinisti che lavoravano duramente: ogni tanto bisognava tirare una leva per accelerare o per frenare, controllare la pressione del vapore, buttare dentro il carbone quando la pressione iniziava a scendere e addirittura lubrificare ogni tanto durante la marcia qualche meccanismo mobile che si trovava all'interno. Lo spazio era stretto ed il tutto era ovviamente molto sporco dal carbone e dal fumo e faceva un caldo terribile, specialmente quando si apriva lo sportello per aggiungere il carbone, dentro si vedeva l'incandescenza della caldaia.

I paesaggi erano fiabeschi; la natura intatta e incontaminata, il verde dappertutto, visto anche il periodo dell'anno, ma un verde di un colore molto vivace che non si vede dalle altre parti. Il nostro trenino andava su e giù seguendo i pendii delle numerosissime colline che lasciavamo dietro di noi godendoci la bellezza e l'innocenza dell'entroterra sardo. Dopo circa 2 ore e mezza abbiamo fatto una sosta un po' più lunga per caricare l'acqua che si perdeva durante il viaggio.

E là è successo! Ad un chilometro dalla stazione di Villanova Tullo, dopo circa 40 chilometri percorsi, ci siamo fermati in piena linea senza capire il perché. Scesi dal treno abbiamo visto che siamo deragliati, cioè il tender attaccato alla locomotiva era uscito dai binari. Le ipotesi di quanto successo erano varie, dalla rottura della boccola di una delle ruote (io personalmente non l'ho vista), alla non corretta frenatura: ci spiegavano che dovrebbero frenare in modo uniforme tutti i vagoni e non soltanto il locomotore.

E' andata bene, nessuno si è fatto male e nessuno si è nemmeno spaventato. A quel punto si è capito che il nostro treno non avrebbe proseguito la corsa e che bisognava pensare a richiamare il nostro pullman. I cellulari non prendevano, così due persone sono tornate a piedi alla stazione di Villanova Tullo per chiamare il nostro autista. Fortunatamente il punto dove ci siamo fermati era vicinissimo alla strada e in poco tempo siamo stati recuperati dal pullman. In mezz'oretta siamo arrivati a Sadali, un paese sulla linea ferroviaria dove quel giorno era previsto il tipico pranzo sardo. E con dell' ottimo cibo e vino che ci hanno servito nel ristorante a lungo si è raccontata la nostra piccola avventura.

Nuraghi