Ero dietro di tedi Fargues Nicolas |
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Titolo dell'originale: J'etais derriere toi, 2006 Letto nel settembre 2009 "Ero dietro di te" è il romanzo che si legge tutto d'un fiato esattamente come è scritto; senza interruzioni, senza pause, senza capitoli. Una storia travolgente, passionale, sofferente, vissuta, ma soprattutto sopravissuta e si poteva raccontare solo così come la raccontata Nicolas Fergues con grande maestria. Il linguaggio è molto diretto, spesso le parole scelte sono dure ed i paragoni del tipo: "come la gallina che, con la testa tagliata continua a correre nel cortile per venti o trenta secondi prima di rendersi conto che non è più il caso di correre, che non andrà da nessuna parte", al lettore trasmettono esattamente quello che lo scrittore voleva dire senza tanti giri di parole. Dalla prima pagina il lettore è "dentro", catturato nella storia vissuta dal protagonista che facilmente diventa anche la sua. La trama è talmente banale che se non fosse per il modo in cui è raccontata non avrebbe senso di leggerla. Il titolo è il messaggio scritto su un pezzo di carta che il protagonista riceve dal cameriere durante una cena. Inizia così il racconto del giovane francese, sposato con due figli e il matrimonio in crisi. La ragazza che ha scritto il biglietto è capitata al momento giusto nella sua vita che si è ribaltata; da un uomo felice ad un uomo tradito. Una ferita profonda, difficile da superare che tra i due coniugi cambia tutto. Ma, come era il rapporto tra di loro "prima"? Perchè stavano insieme? Si amavano? Si mette in dubbio tutto e per uscire dalla confusione totale nella quale si trova il protagonista bisogna passare attraverso l'inferno che non si può attraversare senza un raggio di luce che lo guida. La ragazza è il raggio di luce che lui non ha esitato a cogliere per poter reggere il confronto con se stesso. All'inizio la sua reazione è un atto dell'egoismo, la sua necessità di distrarsi con una breve storiella e niente di più. Aveva bisogno di confermarsi come uomo e vendicarsi…classica partenza che fortunatamente lo porta a scoprire aspetti sconosciuti della sua vita. Uno di questi aspetti è espresso nella seguente citazione che è la sua risposta alla domanda perché le donne maltrattate difficilmente lasciano il proprio uomo. "Oggi posso rispondere: si può essere super-infelici, si può soffrire come una bestia e non ammetterlo davanti a se stessi con abbastanza forza. Si può restare con l'eterna speranza che l'amore, si finirà per riceverlo. Si può continuare a essere ciechi per anni, rifiutandosi di considerare l'evidenza. E accontentarsi delle briciole, ringraziando." Le donne sono terribili, è vero (sono una donna è la penso così) ed è comprensibile che il protagonista si faccia sua questa celebre citazione: "Non ho avuto la fortuna di essere finocchio". |